Quasi amore

Quasi amore, con cinque immagini di Jean Crotti, Bellinzona, Sottoscala, 2018.

il mio amore ha occhi di sfinge
spalancati al volere della sera
nessuno li può guardare a lungo
quanto me
perché assorbono tutto
parole comprese
occhi che pendono dal soffitto
più azzurri della voce di un angelo
con perfezione assoluta
dentro di me da sempre
così come in loro io sono

Jean Crotti, Sans titre, 2013 (Courtesy Galerie Skopia, Genève)

Journal culturel de Zelda Chauvet, Léman Bleu, 27 septembre 2018.

L’Osservatore, 29 settembre 2018.

(…) un lavoro perenne di scavo, alla ricerca di significati riposti, di corrispondenze segrete, di associazioni inedite che traggono variamente ispirazione dal corpo (suscitatore di immagini erotizzate e brucianti) e dal paesaggio. Ove, però, anche il paesaggio, fatto di tenui penombre, di visioni candide, di squarci di luce, di gelo e di oscurità, di tepori primaverili, di aliti di vento, di opache nebbie, è la proiezione di una condizione profonda dell’io, piuttosto che la banale riproduzione della realtà esterna. Corpo e paesaggio sono i due poli dell’esplorazione poetica di Quasi amore.
Fabio Pagliccia, Corriere del Ticino, 17 ottobre 2018.

In una misurata ricerca lessicale, nell’insieme di un linguaggio chiaro e senza fronzoli, Lepori ripercorre i suoi cardini lirici: dall’imprescindibile Dante, divenuto nell’evoluzione poetica del nostro autore via via meno petroso, al descrittivismo e alla narratività quotidiani di Sandro Penna, con cui fortissima è pure la fratellanza tematica. Rari sono gli aulicismi, subito mitigati da vocaboli piani e comuni, come nell’esempio del v. 8 della XIII stanza a p. 21: “clangore del mio amore”. In questo caso, il latinismo, caro a Lepori sin dagli esordi più stilisticamente complessi di Qualunque sia il nome (p. 91, v. 16), è abbinato in assonanza alla semplicità della parola-litania del canzoniere, “amore”, presente con 52 occorrenze. La preghiera, fatta di ripetizioni tipiche dello stile liturgico, non investe solo l’invocazione al sentimento amoroso, bensì anche la riflessione metalinguistica (XIV, p. 22), da sempre primordiale in questo autore in equilibrio tra più lingue e codici artistici-espressivi come Lepori (…)

Sara Lonati, « Vicerversaletteratura », 15 gennaio 2019.

Manuela Camponovo, L’Osservatore, 2 febbraio 2019.