Saggi

Alberto Canetta. La traversata del teatro, introduzione di Paolo Di Stefano, DVD a cura delle Teche RTSI, Basel/Bellinzona, Editions Theaterkultur Verlag / Casagrande, 2007

Da Renzo Ricci a Jerzy Grotowski, da Pulcinella al Teatro Povero: questa è la traversata teatrale compiuta da Alberto Canetta (1924-87). Alberto Canetta, attore e regista, dopo la gavetta milanese approda nella Svizzera Italiana, dove sarà impegnato nella compagnia di Prosa radiofonica per trent’anni. Accanto a questa attività, tenta a più riprese di fondare formazioni indipendenti: dal sogno di un teatro stabile per la città di Lugano (1960-67), all’impegno sperimentale con un gruppo di studenti (1970-82), fino ad approdare a un minuscolo spazio sotterraneo nel Palazzo dei Congressi di Lugano (il Teatro la Maschera, nato nel 1984), Canetta attraversa – in una posizione provinciale ma nient’affatto di ripiego estetico – le tappe fondanti del teatro novecentesco, sempre più attratto dalle utopie del Terzo Teatro eppure fedele all’artigianato attoriale e alla preminenza del testo. A vent’anni dalla scomparsa, questo saggio analizza la carriera e l’estetica di Canetta, uomo di teatro irrequieto e idealista, a cui si devono alcune opere di assoluto valore. Questa ricerca – promossa dalla Società Svizzera di Studi Teatrali (SGTK/SST) di Basilea – è il volume n. 68 della collana Schweizertheaterbücher (Annuari del teatro svizzero) ed è corredata da un DVD – a cura delle Teche RTSI – contenente radiodrammi originali e filmati d’epoca.

RecensioneCanetta, Giornale del Popolo, 29 settembre 2007

Ascolta: Giornata speciale Alberto Canetta, a vent’anni dalla morte (RTSI, 29 settembre 2007)

Il teatro nella Svizzera italiana 
La generazione dei fondatori (1932-1987), introduzione di Andreas Kotte, Bellinzona, Casagrande, 2008.

Esiste il teatro nella Svizzera italiana? Certamente: le testimonianze di una vita teatrale in questa regione tra le Alpi e la Lombardia risalgono fino alle soglie del XVII secolo, mentre ancor oggi sopravvivono magnifici edifici ottocenteschi, come il Teatro Sociale di Bellinzona. Ma la domanda che questo saggio si pone è piuttosto se esista un teatro della Svizzera italiana. Vale a dire un teatro di produzione autoctona, con caratteristiche proprie. La risposta a questa seconda domanda è assai complessa.

Il professionismo, sulle scene svizzero-italiane, è un fenomeno recente; i primi attori e registi, addirittura la prima « scuola », nascono nel 1932, con la creazione della Radio Svizzera Italiana. Da quel momento in poi anche il Ticino e il Grigioni italiano iniziano a sognare l’avvio di una tradizione teatrale professionistica e gli sforzi intrapresi – in una sostanziale povertà di mezzi – sono marcati da una netta volontà di « fondazione », che si appoggia su alcuni postulati ideologici forti: la sprovincializzazione, il decentramento, l’identità italiana in terra elvetica. Lo studio si suddivide in due parti: una analizza il pionieristico lavoro di Guido Calgari per professionalizzare la produzione teatrale (limitandola alla radio); l’altra segue le strategie con cui, nel secondo dopoguerra, numerosi artisti hanno costruito una storia teatrale, geograficamente marginale, ma non priva di sorprese. Per la prima volta vengono repertoriate e analizzate le testimonianze di una vicenda culturale appassionante, che permette di meglio capire anche l’attuale scena indipendente della Svizzera italiana. E un’intera regione, che si riflette nello specchio del suo teatro.

Tesi di dottorato integrale: Il teatro nella/della Svizzera Italiana (2005), PDF, 529 pp.