T r a n s

Monique Laederach, Voci sparse d’ombra, traduzione e introduzione di Pierre Lepori, Milano, Marcos y Marcos, 2004.

Monique Laederach (1938-2004) è stata una della grandi voci della letteratura contemporanea svizzera in lingua francese. Cresciuta in una zona di confine, in una famiglia bi-lingue (francese-tedesco) è stata pianista e insegnante, ma soprattutto traduttrice (Kafka, Rilke, Mariella Mehr). E’ molto nota come romanziera esigente e femminista, sulla scia di Doris Lessing o della conterranea Alice Rivaz: La femme séparée (1984), il suo romanzo di maggior impegno, è stato un piccolo best-seller della letteratura romanda. La sua poesia, lavica, dirompente, tutta intessuta dei temi del doppio, della lacerazione, dell’impegno poetico-politico (“la poesia è sorella dell’azione”, soleva dire citando Saint-John Perse), è stata raccolta dal suo editore (L’Age d’Homme di Losanna) in un corposo volume di Poésie complète (2002). In italiano è uscita nel 2004 la raccolta Voci sparse d’ombra (titolo originale: Si vivre est tel) presso Marcos y Marcos.

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« E’ un libro cruciale, la testimonianza di un vertice psicologico e poetico conseguito per strappi emotivi in un tessuto di tenacia e sofferta lucidità. Una voce bambina prende la parola e interroga la scrittura adulta attraversandone il cuore, sfibrandone i nervi in una mitezza comprensiva che solo ora conosce la verità. In questo dialogo, in questo accudimento d’una dissepolta parte di sé (quasi un auto-maternage) che finalmente trova spazio, luce e suono sta lo snodo fondante di un libro di terribile onestà, raccolta e pure condivisa, di una scrittura che potrebbe urlare e preferisce dire con determinata dolcezza il ‘suo’ tempo umano, il suo percosrso di consapevole disinganno, di – forse – finalmente conseguita serenità che si riassume in una domanda di senso fattasi ormai certezza – se vivere vale – e che la straordinaria traduzione di Pierre Lepori (da sangue a sangue più che da lingua a lingua) ci restituisce con una limpidezza non indenne dal dolore. ‘Ordine di povertà’ che getta luce. Impossibile non tenerne conto. »

Giancarlo Sissa, « FuoriCasa Poesia, 1, 2005

Gustave Roud, Requiem e altre prose poetiche, introduzione di Philippe Jaccottet, traduzione di Pierre Lepori, Novara, Interlinea, 2008.

Per la prima volta in Italia le poesie del massimo poeta francese svizzero contemporaneo dopo la sua consacrazione in Francia presso Gallimard. Il volume comprende gli scritti più intensi di un’opera raffinata, che vuole comunicare «in sordina, ai margini, ma che è viva», come scrive Philippe Jaccottet nell’introduzione.

Recensione (Giuliana Altamura)


Claude Ponti, Catalogo dei genitori, per i bambini che vogliono cambiarli, traduzione di Pierre Lepori, Milano, Babalibri, 2010.

Genitori pesanti, stancanti, avari, appiccicosi, urticanti, barbosi, rompiscatole, sdrucciolevoli, lagnosi, chiacchierosi… Chi non ha mai sognato di cambiare i propri genitori? Con questo Catalogo, tutto è possibile! Nuovi genitori garantiti, con molteplici accessori. Basterà scegliere i genitori che si preferiscono, compilare il buono d’ordine, inviarlo e… in meno di quaran tottore verranno consegnati i nuovi genitori, e ritirati quelli originali. Ma, punto importante, se si cambia idea, in meno di quaran tottore, il Catalogo si riprende i nuovi genitori e riporta i genitori originali intatti e riposati. Nota bene: i genitori del Catalogo non hanno prezzo e possono essere scambiati tutte le volte che si vuole. Si possono cambiare uno o due genitori originali con uno, due, cinque, dieci, trenta nuovi genitori…

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Poète de la raréfaction, Leopoldo Lonati, né au Tessin en 1960, exprime l’émotion dans une fulgurance où la langue est condensée au plus haut point. Dans son recueil Le parole que so / Les mots que je sais(Leggere 2005; Ed. d’en bas 2014), récemment traduit en français par les poètes et traducteurs Mathilde Vischer et Pierre Lepori, les envolées lyriques et presque mystiques sont contrebalancées par des chutes ironiques. « La poésie de Lonati, note Pierre Lepori dans sa postface au recueil, regarde les cieux déchirés d’après l’agonie, elle élève une parole brute et lapidaire où les champs sémantiques s’entrechoquent, amplifiant ainsi la puissance de la profération. » Et de citer ces vers : « Le tissage digne et rusé d’une araignée / D’une bobine d’une turbine d’un bistouri électrique / Tout droit glissé dans le tourbillon / Dans le puits / Dans le fruit ».

Auteurs suisses traduits pour LeCourrier: Anna RuchatAlberto Nessi, Dubravko PusekGiuliana Pelli GrandiniYari Bernasconi, Daniele Bernardi, Prisca Agustoni, Azzurra di Paola.