Claude Ponti, Catalogo dei genitori, per i bambini che vogliono cambiarli, traduzione di Pierre Lepori, Milano, Babalibri, 2010.

Genitori pesanti, stancanti, avari, appiccicosi, urticanti, barbosi, rompiscatole, sdrucciolevoli, lagnosi, chiacchierosi… Chi non ha mai sognato di cambiare i propri genitori? Con questo Catalogo, tutto è possibile! Nuovi genitori garantiti, con molteplici accessori. Basterà scegliere i genitori che si preferiscono, compilare il buono d’ordine, inviarlo e… in meno di quaran tottore verranno consegnati i nuovi genitori, e ritirati quelli originali. Ma, punto importante, se si cambia idea, in meno di quaran tottore, il Catalogo si riprende i nuovi genitori e riporta i genitori originali intatti e riposati. Nota bene: i genitori del Catalogo non hanno prezzo e possono essere scambiati tutte le volte che si vuole. Si possono cambiare uno o due genitori originali con uno, due, cinque, dieci, trenta nuovi genitori…

Un’incuba (Claude Ponti)
Testo inedito per la rivista Hétérographe

Una giorna, di mattina in piena notte, una bambin va a spasso in del foresto profondo, ai bordi d’una ruscella ruscellante, tra i bambù banboleggianti. Questa bambin è una nuotarizza perfetta, ecco perché quando vede un ragazzuola che stan negando, si tuffa e lo salva. Il ragazzuola è un gran bel ragazzuola quasi nuova. Voleva annegare perché non sapeva nuotare. “Pinzillacchere, gli dice la bambin, se non sai nuotare, vola!” E volarono via in sieme battendo le ali, le pinne e gl’iuovi a neve.
“Pinzillacchere sono le sciocchezze che ha scritto nel tuo tema che mi tocca leggere” dice il maestro.
“Se ti tocca, il mio tema non è sciocco” risponde la bambina salendo sulla sedia per essere grande come il maestro.
Il maestro sale sulla cattedra per restare più grande della bambina.
“Stai mischiando il giorno e la notte, il vero e il falso. Quel che scrivi non ha senso, è pieno di errori, qui lo dico e lo ripeto: sono solo sciocchezze.”
Per farla finita, la bambina sale sul tetto della scuola e grida: “Di mattina e di sera, lo vedono tutti che giorno e notte s’immischiano, quel che è falso è vero, quel che vero è falso, e viceversa recto verso nel contempo all’incontrario”.
E poi batte le ali, le pinne e tanti record e prende il volo in cielo per rraggiungere uno stormo di belle bambin che rincorrono delle ragazzuole volanti tutte all’egre.
“Da dove salti fuori te?” gli chiede una bambin che s’è fatta una mess’in piega alla rododendro.
“Da un’incuba! Ho sognato ch’ero un bambina! E andavo asquola come nei racconti dispa vento…ahi ahi ahi ! »
“Con quelli che non hanno le ali?”
“Sì…”
“Che non hanno le pinne?”
“Sì!”
“Che non sanno battere niente, né gl’iuovi né i record?”
“Sì! Ti rendi conto!”
“Vieni con noi, lasciali perdere! Tuffiamoci, le bambin sono già atterrate! C’è da divertiridere!”

Une cauchemare (Claude Ponti)
Texte inédit pour le N°6 d’Hétérographe

«Une joure, la matin pendant le nuit, une fillon se promène dans un forêt profond, au bord d’un rivière ruisselante, entre des roseaux floufloutants. Cette fillon est bon nageure, c’est pourquoi, lorsqu’elle voit un garcille se noyer, elle plonge et le sauve. Le garcille est un beau garcille presque neuve. Il voulait se noyer parce qu’il ne sait pas nager. «C’est idiote, quand on ne sait pas nager, on vole!» lui dit la fillon. Et ils s’envolent toutes les deux en battant des ailes, des nageoires et des œufs à la neige.»
«Ce qui est idiot c’est toutes les bêtises que tu écris dans ton devoir de production de l’écrit que je lis là»  dit le professeur.
«Si vous voyez des lilas, c’est que mon devoir n’est pas si idiot» répond la petite fille en montant sur sa chaise pour être aussi grande que le professeur.
Le professeur monte sur son bureau pour rester plus grand que la petite fille.
«Tu mélanges le jour et la nuit, le vrai et le faux. Ce que tu écris n’a pas de sens, ni d’orthographe, je le redis, je l’affirme et le confirme: c’est idiot.»
Pour en finir, la petite fille monte sur le toit de l’école et crie: «Le matin et le soir, on voit bien que le jour et la nuit se mélangent, ce qui est faux est vrai et ce qui est vrai est faux, et l’inverse recto verso en même temps dans l’autre sens.»
Ensuite elle bat des ailes, des nageoires et des records et s’envole dans le ciel rejoindre un vol de fillons à poursuite de garcilles toutes chonchons.
«D’où tu sors?» lui demande une fillons qui s’est coiffé les plumes en chignon rhododendron.
«D’une cauchemare! J’ai rêvé que j’étais un petite fille! Et dans un écol comme dans les contes en gouasse… l’ho-Reu-Reu!»
«Avec des gens qui n’ont pas d’ailes?»
«Oui…»
«Qui n’ont pas de nageoires?»
«Oui!»
«Qui ne savent rien battre, ni les œufs, ni les records?
«Oui! T’imagines une peu!»
« Viens, oublie ça! Plongeons, les garcilles sont déjà atterris! On va se rigolmarrer!»